Grande Traversata Elbana - GTE

Trekking di 4 giorni all'isola d'Elba tra montagne, mare, natura e storia Elbana

Quattro giorni di trekking accompagnati da guide ambientali specializzate che Vi faranno scoprire luoghi bellissimi e ricchi di storia, camminando lungo creste dai panorami suggestivi, sul percorso più famoso e completo dell’isola: quello della grande traversata Elbana (GTE)

La grande traversata Elbana a piedi è l’occasione per conoscere l’Isola d’Elba in maniera attiva e completa.

Camminando sui sentieri Elbani in compagnia di esperte e qualificate guide locali, scoprirete una natura ancora intatta e ricca di vita, incontrerete le tracce di una storia millenaria, conoscerete la cultura di un popolo che ha assorbito nel corso dei secoli gli influssi culturali di tutto il mediterraneo, scoprirete una realtà geologica unica al mondo.

Dalla vetta del monte Capanne 1019 m potrete ammirare un panorama mozzafiato su tutta l’Elba, la costa Toscana, la Corsica e tutte le isole minori dell’arcipelago Toscano.

Visiterete svariati ambienti naturali, dalle scogliere alle dune, dalla gariga alla macchia mediterranea, dalle vette rocciose ai pianori fioriti, venendo a conoscenza di un gran numero di specie vegetali e a volte facendo incontri inaspettati con animali selvatici come cinghiali e mufloni.

Durante le escursioni ci sarà la possibilità di sostare nei paesi storici di Portoferraio, Capoliveri, Marciana, Porto Azzurro, Marina di Campo, Rio Elba, San Piero e visitare il museo mineralogico MUM e le residenze Napoleoniche.

Fare la grande traversata Elbana a piedi significa avere la possibilità di scoprire e conoscere molteplici aspetti in un tempo breve grazie alla grandissima concentrazione di interessi che offre questa piccola grande isola.

Calendario 2018

17-22 marzo
28 aprile-03 maggio
02-07 giugno
22-27 settembre
13-18 ottobre
29 dicembre 2018 – 03 gennaio 2019

altre date su richiesta (min. 4 persone)

Tariffa

€ 495 a persona (€ 595 nelle date di pasqua e ponti) – biglietto traghetto e trasferimenti inclusi
Il pacchetto comprende: 4 giornate di trekking guidato di km 17,6 + 15,5 + 19,8 + 19,5 (quota max m. 1019), 5 notti in hotel 2/3 stelle in camera doppia con trattamento di mezza pensione, traghetto passeggero A/R, tutti i trasferimenti all’interno dell’isola (fino a 8 persone), assicurazione, assistenza tecnica durante le escursioni.
Il pacchetto non comprende: il viaggio dal luogo di partenza da e per Piombino, eventuale passaggio auto a/r sui traghetti, le bevande ai pasti, tutti i pranzi, eventuali ingressi a musei parchi e similari qualora previsti nel programma, extra e tutto quanto non specificato alla voce “Il pacchetto comprende”.
Nota: possibilità di programmi e tariffe su misura per gruppi numerosi.

Programma della grande traversata Elbana

1° giorno: sabato

Arrivo con i propri mezzi fino al Porto di Piombino, imbarco sul traghetto per Portoferraio, trasferimento dal porto di Portoferraio all’hotel, sistemazione nelle camere, cena, pernottamento.

2° giorno: domenica

Colazione, incontro con la guida escursione di intera giornata con percorso Cavo – Porto Azzurro, pranzo al sacco, cena, pernottamento.

3° giorno: lunedì

Colazione, incontro con la guida escursione di intera giornata con percorso Porto Azzurro – Marina di Campo, pranzo al sacco, cena, pernottamento.

4° giorno: martedì

Colazione, incontro con la guida escursione di intera giornata con percorso Marina di Campo – Poggio, pranzo al sacco, cena, pernottamento.

5° giorno: mercoledì

Colazione, incontro con la guida escursione di intera giornata giornata con percorso Poggio – Pomonte, pranzo al sacco, cena, pernottamento.

6° giorno: giovedì

Colazione, trasferimento al porto di Portoferraio e partenza per Piombino in mattinata.

Percorsi delle escursioni trekking:

1° giorno trekking – la Dorsale Orientale

Percorso: Cavo – Porto Azzurro
Durata: 8 ore
Lunghezza: 17,6 km
Quota massima: 516 m
Dislivello complessivo: 878 m
Interesse: geologico, storico, panoramico

Si parte da Cavo, il paese Elbano più vicino al continente, ed iniziamo a salire in direzione di Monte Grosso percorrendo un sentiero circondato da piante di cisto e rosmarino. Arrivati sulla vetta di Monte Grosso ( 348 m), dove si trova ancora ben conservato “Il Semaforo”, un’importante postazione militare di vedetta usata dai soldati italiani durante l’ultima guerra mondiale, ci si trova davanti ad un panorama superbo, ad Est il paese di Cavo, i tre isolotti posti tra l’Elba e il continente: Topi, Palmaiola e Cerboli e, oltre il canale di Piombino, la costa italiana; ad Ovest tutto il lato Nord della costa Elbana. Dopo essere scesi dal lato occidentale di Monte Grosso circondati da una lussureggiante vegetazione, attraversiamo la Valle delle Fiche per poi salire ripidamente sul panoramico Monte Strega (425 m) dalla cui vetta si possono osservare le miniere di ferro sottostanti.
Continuando lungo il panoramico sentiero di cresta in un susseguirsi di piccoli saliscendi, arriviamo sul culmine di Monte Capannello (406 m), punto di osservazione ideale sulle baie di Bagnaia e Nisporto oltre che sul sottostante paese di Rio Elba. Il sentiero ci porta fino alla pineta delle Panche (325 m) da dove iniziamo a salire in direzione della vetta più alta della giornata: Cima del Monte (516 m). Una volta raggiunta la vetta il panorama è maestoso, si domina tutta L’Elba Orientale e in particolare il castello del Volterraio e la baia di Portoferraio.
Scendendo sempre con il mare sui due lati del sentiero arriviamo alla Piana della Principessa (339 m), importante sito archeologico, per poi risalire su Monte Castello (389 m) ed ammirare la sottostante valle del Monserrato con il suggestivo santuario spagnolo ed il paese di Porto Azzurro, dominato dalla settecentesca fortezza di San Giacomo.
Scendendo, lasciamo le suggestive rocce rosse della dorsale Orientale e dopo aver attraversato oliveti e vigneti, entriamo nell’abitato di Porto Azzurro ( 1 m) dove termina la prima tappa.

2° giorno trekking – la Dorsale Centrale

Percorso: Porto Azzurro – Marina di Campo
Durata: 8 ore
Lunghezza: 15,5 km
Quota massima: 377 m
Dislivello complessivo: 859 m
Interesse: storico, panoramico

Lasciato il paese di Porto Azzurro, risaliamo la valle del Botro fino a Capo Galletti per poi scollinare a 250 m nella valle del Buraccio caratterizzata dalla coltivazione dell’olivo e della vite e riscendiamo l’intera valle fino a raggiungere i vigneti di Casa Marchetti (10 m). Da qui risaliamo circondati da piante profumate di rosmarino e ginestra in direzione di Monte Orello (377 m) dove, oltre allo stupendo panorama – Portoferraio a Nord e i golfi di Lacona e Stella a Sud -, si potranno visitare le fortificazioni militari della seconda guerra mondiale.
Scendendo da Monte Orello, attraversando una vecchia sughereta, raggiungiamo la sorgente di “Fonte agli Schiumoli”, sfruttata già in epoca Etrusca, quindi proseguiamo fino al passo di Colle Reciso (200 m), sormontato da una grossa cava di calcare; da qui iniziamo a risalire la “Dorsale Centrale” arrivando al Poggio del Molino a Vento (288 m) dove, circondato da prati il rudere dell’antico molino domina il golfo di Lacona.
Il sentiero immerso nel verde sale ripidamente al Monte Barbatoia (368 m) e, rimanendo sul crinale, si raggiunge in pochi minuti il Monte San Martino (360 m), posizionato esattamente al centro dell’Elba.
Scendendo lasciandoci a destra la valle del Literno, camminiamo lungo la mulattiera militare verso sud fino a raggiunge il Passo del Monumento (263 m) e continuiamo a salire sotto grandi piante di corbezzolo ed erica arborea che in parte nascondono le trincee ed i bunkers dell’ultima guerra per poi raggiungere la vetta di Monte Tambone (377 m) che ci regala uno dei più bei panorami dell’ Isola.
Scendiamo in direzione di Marina di Campo (1 m) contornati da cisti, ginestre e piante di rosmarino per poi terminare l’escursione sulla bella spiaggia di sabbia bianca.

3° giorno trekking – la Vetta dell’Elba

Percorso: Marina di campo – Poggio
Durata: 7 ore
Lunghezza: 19,8 km
Quota massima: 1019 m
Dislivello complessivo: 1120 m
Interesse: storico archeologico, naturalistico, panoramico

Lasciato il paese di Marina di Campo (1 m) caratterizzato dalla torre di avvistamento del XV sec., risaliamo il vecchio sentiero che collegava il piccolo porto campese con il paese di San Piero (217 m).
San Piero storicamente è il paese più importante del versante sud del Monte Capanne, conosciuto già nell’antichità per le sue cave di granito.
Dopo averne attraversato i vicoli lastricati in granito imbocchiamo il viottolo in località Le Piane, dove Evangelista (l’ultimo pastore Elbano) raccoglie le sue greggi di capre, e dopo essere passati dalle ancora attive cave di granito continuiamo a camminare, circondati dalla bassa macchia in cui spiccano il cisto e la ginestra, fino a raggiungere il molino ad acqua di Moncione (366 m) dove veniva macinato il grano fino all’ultimo conflitto bellico.
Continuiamo attraversando una delle zone archeologicamente più importanti dell’Isola dove, oltre alle necropoli villanoviane, spiccano le antiche cave di granito di epoca Romana che ancora oggi conservano numerose colonne pressoché complete che in alcuni casi superano i dieci metri di Lunghezza.
Lasciando alla nostra destra Vallebuia, risaliamo fino ai 548 mt di Pietra Murata (grosso monilite di granito sfruttato dagli antichi come postazione di vedetta intorno al quale si era sviluppato un villaggio costituito da rifugi sottoroccia e capanne in pietra). Proseguendo, risaliamo dolcemente, fra cisti e felci, circondati da coti e lastroni di granito su cui spesso si possono ammirare degli splendidi esemplari di muflone, fino a raggiungere “Le Macinelle” (600 m).
Le Macinelle sono due rifugi in pietra a pianta circolare che nella forma ricordano gli igloo degli Eschimesi; costruiti su un pianoro erboso affacciato sul mare sottostante, creano un suggestivo quadro di semplicità ed armonia che li hanno fatti diventare il simbolo dell’escursionismo pedestre Elbano.
Dopo aver superato il fosso dell’Inferno giungiamo al “Colle della Grottaccia” (645 m): anche questa località ricca di tracce archeologiche ci aiuta a ricostruire la vita degli antichi Elbani. Da qui risaliamo il crinale verso nord-est lasciandoci a destra la rigogliosa Valle dei Mori percorrendo la via del “Malpasso”, il cui nome spiega perfettamente la tipologia di sentiero, circondati da rocce granitiche in cui l’erosione ha scolpito fantasmagoriche figure e raggiungiamo il quadrivio delle Filicaie ( 870 m), punto di inizio delle due principali valli isolane: La Valle di Pomonte a Sud Ovest e quella della Nevera a Nord Est.
Da questo panoramico pianoro cominciamo l’ascesa alla maggiore vetta elbana risalendo un costone roccioso che ci permette di ammirare il cuore ancora selvaggio dell’Isola, per poi arrivare sulla vetta del Monte Capanne (1019 m) ed ammirare l’Elba nella sua interezza: le Isole di Gorgona e Capraia a Nord, la costa italiana ad Est, le isole del Giglio, Montecristo e Pianosa a Sud e la grande Corsica con le sue vette spesso innevate ad Ovest.
Lasciata la vetta scendiamo dal versante Nord lungo un sentiero che si snoda a tornanti tra grossi lastroni di granito fino alla sella del Ferale (620 m) da dove, circondato da erica e corbezzoli, il sentiero termina direttamente nei vicoli del borgo di Poggio (350 m).

4° giorno trekking – l’antica via di comunicazione

Percorso: Poggio – Pomonte
Durata: 8 ore
Lunghezza: 19,5 km
Quota massima: 748 m
Dislivello complessivo:  750 m
Interesse: storico, panoramico

Si parte dalla piazza di Poggio (350 m) e dopo poche decine di metri iniziamo a salire, con il conforto dell’ombra dei castagni, fino al romitorio di San Cerbone (531 m). Lasciato il suggestivo luogo di culto costruito dai benedettini intorno al 1400 in ricordo di San Cerbone che in questi luoghi visse di preghiera agli albori del Cristianesimo, ci incamminiamo lungo un agevole sentiero che percorre su di un livello pressoché costante tutta la Valle di Pedalta per poi inserirsi, dopo avere attraversato una pineta, sul selciato della via Crucis che collega il paese di Marciana al Santuario della Madonna del Monte (630 m) dopo aver superato le quattordici piccole cappelle.
Il santuario, edificato tra il XVI e il XVII sec., è caratterizzato da un elegante fontanile in granito costruito nel 1696 davanti alla facciata della chiesa e deve la sua fama al soggiorno di Napoleone nell’estate del 1814.
Lasciato il santuario con i suoi secolari castagni si prosegue verso il Masso dell’Aquila (634 m) rifugio sottoroccia già abitato nella preistoria, punto panoramico eccezionale dal quale si domina tutta la costa nord dell’Elba, ed in particolare l’abitato e la baia di Sant’Andrea.
Andando avanti, camminando sul sentiero che collega Marciana a Pomonte, arriviamo alla radura ventosa e iniziamo a scendere dolcemente fino a raggiungere la sorgente del Bollero (634 m), piccola sorgente ombreggiata dai castagni e risaliamo circondati da una vegetazione lussureggiante dove predominano lecci e corbezzoli (che qui raggiungono dimensioni eccezionali) fino a raggiungere il Troppolo. Svoltando a sinistra in direzione di Pomonte, andiamo avanti lungo un bel sentiero selciato ammirando dall’alto il lato occidentale dell’Isola fino a raggiungere la Terra (600 m) da dove iniziamo a vedere la Valle di Pomonte. Iniziamo a scendere nella stessa, fiancheggiati dai terrazzamenti dei vigneti abbandonati quasi completamente fino a raggiungere il paese di Pomonte (25 m).