Home arrow Kayak da mare arrow Giro dell'isola d'Elba in Kayak da mare
Giro isola d'Elba in kayak Stampa E-mail
'

Giro Isola d'Elba in Kayak da mare

 Giro Elba in Kayak

Tour Isola d'Elba in canoa da mare in 7 tappe.

Il sea kayak tour è una vacanza sport, un viaggio in canoa con una esperta guida che vi farà conoscere le meraviglie della costa compiendo un giro dell'isola d'Elba. 

    il 10 settembre si è concluso il nostro 206° giro isola in Kayak
prossima partenza giugno 2017
   Vedi le recensioni de Il Viottolo su TripAdvisor
 
 Elba

L'Elba con i suoi 147 km di costa eccezionalmente varia, ricca di grotte e stupende calette è il luogo ideale per il Kayak da mare. Pagaiando intorno all'Elba, raggiungeremo anfratti esclusivi sfruttando la maneggevolezza e il basso pescaggio dei kayak, e nel silenzio della navigazione ci potremo avvicinare a gabbiani, marangoni, cormorani e più raramente osservare da vicino branchi di tonni e balene. Per partecipare al giro Elba in kayak non è assolutamente necessario essere degli atleti, è altresì fondamentale avere spirito di gruppo e capacità di adattamento, rispetto per la natura e amore per il mare.

 Calendario 2016:

  17/25 giugno
  08/16 luglio
  22/30 luglio
  12/20 agosto
  26 agosto/03 settembre
  09/17 settembre
  30 settembre/08 ottobre
 
altre date su richiesta
  (min. 4 pax)
 

 Tariffa:  € 550 a persona (€ 650 per i giro isola di ferragosto)
Il pacchetto comprende: 7 giornate di escursioni guidate in mare, 2 pernottamenti in campeggio + 6 bivacchi, Kayak e attrezzatura, traghetto passeggero A/R, tutti i trasferimenti all'interno dell'isola (fino a 8 persone), assicurazione, assistenza tecnica durante le escursioni.
Il pacchetto non comprende: il viaggio dal luogo di partenza da e per Piombino, eventuale passaggio auto a/r sui traghetti, tutti i pasti, extra e tutto quanto non specificato alla voce “Il pacchetto comprende”. I gruppi sono costituiti da un massimo di 8 persone.


Stesso programma con 8 pernottamenti in appartamento o in hotel:
da € 675 a persona con sistemazione in appartementi BILO 4 
da € 850 a persona in HOTEL 3 stelle con pernottamento e prima colazione.

Nota:
quotazioni su base camera doppia in hotel e 4 persone in appartamento

Programma:

Sabato

Arrivo, sistemazione e pernottamento in campeggio a Marina di Campo.
Domenica 1° tappa - pernottamento in bivacco.
Percorso: Marina di Campo - Acquarilli. km di tappa 20 - km tot 20.
Lunedì 2° tappa - pernottamento in bivacco.
Percorso: Acquarilli - Laghetto Terranera. km di tappa km 25 - km complessivi 45.
Martedì 3° tappa - pernottamento in bivacco.
Percorso: Laghetto Terranera - Mangani. km di tappa 25 - km complessivi 70.
Mercoledì 4° tappa - pernottamento in bivacco.
Percorso: Mangani - Lamaia Km di tappa 25 - km complessivi km 95.
Giovedì 5° tappa - pernottamento in bivacco.
Percorso: Lamaia - S. Andrea. km di tappa 20 - km complessivi 115.
Venerdì 6° tappa - pernottamento in bivacco.
Percorso: S.Andrea - Le Tombe. km di tappa 15 - km complessivi 130.
Sabato 7° tappa - pernottamento in campeggio a Marina di Campo.
Percorso: Le Tombe - Marina di Campo. km di tappa 16 - km complessivi 146.
Domenica

Partenza.

   


La descrizione del giro dell'Isola d'Elba: è il diario di bordo di uno dei giri in sette tappe dello scorso anno, per dare un 'idea più realistica possibile di questa settimana intorno all'Isola con i Kayak.
Naturalmente ogni giro Elba ha una sua storia ed un suo percorso ed il senso di percorrenza e la lunghezza delle tappe variano a secondo delle condizioni meteo e delle attitudini e delle esigenze di ogni gruppo.
 Giro isola d'Elba in kayak Sabato pomeriggio il minibus arancione con la scritta verde "IL VIOTTOLO" sul cofano ci viene a prendere appena sbarcati dal traghetto al porto di Portoferraio, sul minibus siamo in tre, gli altri cinque partecipanti sono già arrivati sull'Isola e ci attendono al campeggio, dopo venti minuti di strada raggiungiamo il campeggio, veniamo accompagnati alle piazzole dove troviamo le tende già montate dei nostri compagni di avventura che probabilmente si stanno già godendo il mare Elbano, Ruggero ci consegna le sacche stagne per i bagagli e le tende e ci da appuntamento per l'indomani mattina alle nove alla reception con le tende smontate nelle apposite custodie, i bagagli nelle sacche stagne, quattro bottiglie d'acqua a testa ed il cibo per il pranzo.
 
 Giro isola d'Elba in kayak - 2 Domenica mattina l'appuntamento è fissato alle nove al campeggio Ville degli Ulivi a Marina di Campo (Loc. La Foce). Ruggero arriva con il minibus sul quale carichiamo i bagagli che non porteremo sui Kayak. Dopo aver messo sul minibus le tende e le sacche stagne raggiungiamo a piedi il punto di partenza sulla spiaggia di Marina di Campo a circa 150 metri dal campeggio. I Kayak ci aspettano sulla spiaggia, sono 5 singoli e 2 doppi. Ruggero ci spiega come disporre i bagagli, bagagli più pesanti nel gavone posteriore, acqua da bere nel pozzetto e ci consiglia di pagaiare con il busto eretto, schiena a 90 gradi, impugnare la pagaia leggermente più larga delle spalle e di pagaiare con un movimento lungo e lento. Alessandra sale sul doppio con la guida che carica sulla sua doppia tutte le tende, i coniugi Negri prendono l'altra doppia dopo le immancabili interviste dei bagnanti e le altrettante immancabili foto della partenza prendiamo il mare in direzione di Punta alle Mete gireremo in senso antiorario perché le condizioni meteo (vento di maestrale Nord-Ovest) lo consigliano. Costeggiando il lato orientale del golfo di Marina di Campo osserviamo dei bunker risalenti alla seconda Guerra Mondiale, andando avanti passiamo all'interno del piccolo isolotto granitico di Portocaccamo (km 1) e dopo aver costeggiato la piccola insenatura dell'Ischia raggiungiamo la spiaggia di Fonza (km2,4) con il suo bel fondale sabbioso, doppiamo i pinnacoli granitici di Punta le Mete (km 3,6) e dopo aver costeggiato la Cala al Fico raggiungiamo la Buca dell'Acqua La (4,250 km) piccola grotta caratterizzata da una sorgente d'acqua dolce all'interno, quindi doppiamo Capo Fonza ed iniziamo ad entrare nel golfo di Lacona alle "lisce di Penco" (piccola piscina naturale tra le rocce) scendiamo dai Kayak per fare il bagno e mangiare qualcosa. Dopo un'oretta ripartiamo costeggiando la cala del Diavolo e la spiaggia di Laconella (km 8,250) con i suoi bei fondali sabbiosi e passando fra gli stretti passaggi alla radice della Punta Contessa arriviamo davanti alla spiaggia di Lacona (km 9,00), la seconda più grande dell'Elba per estensione al cui margine orientale ci fermiamo per fare la spesa. Un'ora di sosta nella "civiltà" e riprendiamo i Kayak per risalire Capo Stella, Sergio la guida alpina è stufo di litigare con la moglie e prende il singolo di Fabio che lo sostituisce sul doppio, fa molto caldo e dopo aver pagaiato per una ventina di minuti costeggiando un tratto molto bello con la vegetazione della macchia che lambisce il mare ci fermiamo alla Spiaggia Bianca (km 11,600) per un paio d'ore, Nello, Patrizia e Gianluca si dedicano allo snorkeling mentre gli altri sonnecchiano all'ombra di una piccola grotta con il bordo rialzato di un metro sul livello del mare. Con la temperatura che nel frattempo è calata riprendiamo il tour dell'Elba ammirando le suggestive rocce vulcaniche in forma mammelonare di Capo Stella di colore marrone, viola e verde, con varie tonalità si estendono per un paio di chilometri e sono uno dei punti più suggestivi della costa anche perché sono sede della seconda colonia più grande dell' Isola di Gabbiano Reale. Doppiamo il Capo e dopo essere passati fra suggestive rocce di tufo entriamo nel Golfo Stella il più grande dell'Elba e ci fermiamo in una piccola ma profonda e riparata spiaggetta per il bivacco della prima tappa km 14,950.
 
 Giro isola d'Elba in kayak Lunedì. Alle sette del mattino Sergio, Bianca e Fabio sono già in acqua, ognuno con i propri ritmi ci godiamo la quiete della mattina e verso le 9,30 rimettiamo in mare i Kayak con gli equipaggi della sera precedente, le spiaggette scure si alternano alle rocce plasmate del mare fino alla spiaggia del Margidore (km 17,750), dove ci fermiamo per fare colazione. Alle 11.00 siamo nuovamente in mare, la giornata è molto bella, il maestralino rende il mare particolarmente trasparente e davanti alla spiaggia degli Aquarilli ci tuffiamo dai Kayak, e tutti si rendono conto che tuffarsi e risalire dal Kayak in mare è molto semplice, dopo questa sorta di iniziazione al tuffo, le soste tuffo/bagno saranno sempre più frequenti. Pagaiamo sottovento fino al Lido di Capoliveri (km 22), poi grazie al maestrale in poppa risaliamo velocemente verso Sud in direzione di Punta Calamita, costeggiamo le spiagge di Zuccale, Barabarca, Madonna delle Grazie, le bianche e friabili rocce di Peducelli e dopo aver lasciato alle nostre spalle anche le spiagge di Morcone e Pareti atterriamo alla spiaggia dell' Innamorata (km 28) dove all' unanimità decidiamo di andare a mangiare un piatto di pasta. Il piatto di pasta nel frattempo si è trasformato in un pranzo abbondante e chiacchierando piacevolmente al fresco il tempo scorre... a quando ammariamo i nostri Kayak sono le cinque del pomeriggio, dopo aver circumnavigato le Isole Gemini, ci fermiamo davanti alla "grotta della spiaggia",(una piccola grotta al cui interno si trova una stretta ma profonda spiaggetta che può ospitare 8 persone e relativi Kayak) proseguiamo lungo costa fino a raggiungere Punta Calamita (km 30,6) con i resti delle miniere chiuse agli inizi degli anni '80 che danno a questo luogo un immagine postbellica. Doppiata Punta Calamita raggiungiamo lo Spiaggione Bianco delle miniere e poi la spiaggia dei Sassi Turchini dove, fra i ciottoli di calcare si possono trovare dei frammenti di Malachite ed Azzurrite. Lasciandoci a destra lo scoglio del Remaiolo, doppiamo la Punta di Ripalti (km 33,8), in questo luogo ha sede la più grande colonia del Mediterraneo di Gabbiano Reale, è difficile stabilirne il numero, ma nel periodo tardo primaverile nella colonia si stima che ci siano più di 250.000 animali. Stiamo costeggiando la scogliera di Ripalti, la più alta dell'Elba,le sue scure rocce che salgono verticalmente per più di 100 metri evocano immagini di un mondo primordiale e le capre selvatiche che vivono in questa zona rendono ancora più suggestivo l'ambiente. Ormai siamo sul lato Est dell'Isola ed il nostro oriente è delimitato dal continente, raggiungiamo il Capo delle Brache alle cui spalle si trova la miniera del Ginepro, ultima miniera a chiudere l'attività estrattiva nella millenaria storia mineraria dell'Isola d'Elba. Lasciata alle spalle la miniera con il suo pontile di carico che sporge dalla costa, raggiungiamo la spiaggia del Ginepro (km 36,25) dove ci fermeremo per la notte.
 
 Giro isola d'Elba in kayak Martedì Ci svegliamo tutti molto presto, alle 7.30 siamo già tutti in mare con le maschere, Ruggero ci vuole far vedere un folto branco di Barracuda che, tra la sorpresa dei più scettici, si materializza dopo pochi minuti, si tratta di un centinaio di esemplari lunghi circa 50 cm.  Ritornati alla "base" prepariamo i Kayak e partiamo per risalire il lato Est dell'Isola, sulla doppia ammiraglia insieme al "capo" oggi pagaia Bianca, l'altro doppio è formato da Silvano ed Alessandra, appena partiti passiamo davanti alla bella spiaggetta dello Stagnone e dopo aver doppiato Capo Caldo visitiamo una piccola grotta e poi ci fermiamo alla spiaggetta di Sassi Neri (km 38,750), per andare a visitare il laghetto omonimo. Si tratta di un laghetto di acqua dolce leggermente sulfurea, circondato da un fitto canneto, dove tutti ci tuffiamo per fare un bagno desalinizzante. Ripartendo, iniziamo a costeggiare una serie di piccole calette selvagge fino ad arrivare, dopo aver doppiato l'Isolotto di Liscoli alla baia di Calanova, ancora un breve tratto fra bassi fondali e rocce stratificate ed approdiamo alla spiaggia di CalaGrande (km 42,700) dove facciamo colazione. Rifocillati riprendiamo il mare, e dopo aver doppiato l'imponente Forte Focardo (fortezza Spagnola del XVII sec.) e raggiunto il Capo della Tavola attraversiamo il golfo di PortoAzzurro accostando sotto i bastioni della fortezza Spagnola di San Giacomo, attuale sede del carcere di PortoAzzurro. Costeggiamo i golfi di Barbarossa e Reale e ci fermiamo alla spiaggia di Terranera (km 54) dove andiamo a visitare il laghetto omonimo che si trova a pochi metri dalla spiaggia.Il laghetto si è formato nel bacino di una miniera a cielo aperto abbandonata in cui si estraeva ematite ed è caratterizzato dal colore e dall'odore dello zolfo disciolto nell'acqua. Si riprende il mare e costeggiando raggiungiamo l'Isolotto di Ortano (km 57,250) dove sfruttando il limitato pescaggio dei nostri Kayak passiamo sopra un basso fondale semi-affiorante dai colori bellissimi. Dopo aver visitato una piccola grotta con le pareti adornate dalle infinite tonalità di rosso degli ossidi di ferro, continuiamo a poggiare risalendo la costa orientale fino ad atterrare i nostri Kayak nella spiaggetta di Rio Marina (km 61,250) sovrastata dalla maestosa Torre degli Appiani. Nel paese del ferro dove, nonostante le miniere siano ormai chiuse da più di vent'anni tutto è ancora impregnato di "minierità", ci fermiamo per fare la spesa e poi ripartiamo passando sotto il pontile di carico ormai dismesso appena fuori dal paese, costeggiamo questo suggestivo tratto di costa dai colori violenti per fermarci alla spiaggia del Fiammingo (km 65,800) dove rotolando nella sabbia formata da miliardi di piccole e lucenti lamine di ematite ci trasformiamo in "ironmen". Continuando la nostra pagaiata, una volta doppiato il paese di Cavo e circumnavigato l'Isolotto dei Topi, doppiamo Capo Vita (km 71,55) ed iniziamo a percorrere il lato Nord dell'Elba ; qui la costa è molto bella e selvaggia ed i fondali di Cala Mendolina (km 74,3) sono un richiamo irresistibile per un tuffo. Proseguendo incontriamo le fantasmagoriche rocce rosse di diaspro di Punta Rossa, uno dei punti più belli dell'intero giro dell'Elba, ancora un breve tratto e ci fermiamo per il terzo bivacco a Cala dei Mangani (km 76,5).
 
 Giro isola d'Elba in kayak - 5 Mercoledì. La partenza dopo il consueto bagno mattutino avviene intorno alle 11.00, oggi tutti hanno dormito più del solito un po' per il lungo tratto del giorno precedente ed un po' perché ormai tutti si sono abituati alla vita "randagia", dopo venti minuti siamo a Nisportino (km 78,300) e la voglia di un piatto di pasta ci fa fermare davanti alla "Battigia" caratteristico ed unico ristorante di questa spiaggia. Ripartiamo mettendo alla prova la nostra abilità in una serie interminabile di spettacolari passaggi fra strettoie, secche ed archi di roccia multicolori interrotti soltanto dalla spiaggia di Nisporto ; ormai il Kayak è diventato un compagno fidato per tutto il gruppo e una volta raggiunta la Punta della Falconaia (km 82,200) puntiamo diretti al Faro di Forte Stella a Portoferraio (km 84,300), l'incubo traghetto si rivela infondato e dopo mezz'ora stiamo già costeggiando le maestose Mura Medicee di Portoferraio. Il tratto di costa susseguente è molto bello con una lunga serie di spiagge formate da ciottoli bianchi e le condizioni meteo ottimali fanno sì che tra bagni e tuffi si arrivi alla spiaggia di Sansone (km 90) all'imbrunire. Dopo un rilassante bagno, dalla spiaggia con un sentiero raggiungiamo un ristorante per una gradita cena.
 
 Giro isola d'Elba in kayak Giovedì. La quiete della mattina è esaltata dal mare completamente piatto e trasparente come una lastra di vetro mostrando stupendi fondali che invitano all'immersione, nuotando sopra le rocce bianche ed i rigogliosi banchi di Posidonia è facile osservare salpe, occhiate, saraghi e per i più attenti anche qualche polpo. Lasciata la bella spiaggia ai turisti più mattinieri iniziamo il nostro quinto giorno di navigazione con uno spettacolare passaggio all'interno del Faraglione degli Argonauti (così chiamato in onore degli intrepidi "cacciatori del Vello d'Oro" che le antiche leggende vogliono fondatori del mitico Porto Argo), Gianluca, folgorato dal Faraglione, dopo aver arenato il Kayak si arrampica sul dolmen naturale prospiciente ed inizia a scattare foto, proseguendo iniziamo a circumnavigare la penisola dell'Enfola, qui la roccia diventa compatta e sinuosa ed è molto bella da scalare, doppiata la Punta di Capo Enfola (km 92), fiancheggiando la "Nave" davanti agli occhi si apre un maestoso panorama dominato dal massiccio granitico del Monte Capanne con la Corsica a fare da sfondo. Mentre costeggiamo compatte rocce granitiche, improvvisamente nella roccia davanti a noi si figura una enorme bocca di squalo, seguiamo Ruggero mentre si incunea in mezzo ai denti del "mostro di pietra", una volta dentro lo spettacolo è fantastico, la luce filtra dalla "bocca" e dal soffitto, dove si apre un largo cratere dal quale, quando il mare è molto mosso fuoriescono urlanti e spettacolari geyser salati a mo' di sfiato di balena che sono all'origine del nome della grotta chiamata appunto dello Sbruffo. Lasciata la grotta ci fermiamo alla spiaggetta dell'Enfola, (km 93.5), per fare colazione. Ripartiamo, lasciandoci alle spalle l'edificio della vecchia tonnara e pagaiando costeggiamo il Golfo del Viticcio, doppiata Punta Penisola, (km 96.2), raggiungiamo il piccolissimo agglomerato del Forno, adagiato su una piccola spiaggetta di spiaggia dorata e, dopo aver doppiato anche la spiaggia di Scaglieri, raggiungiamo l'arenile della Biodola che, con i suoi 750 metri di fronte mare, è uno dei più grandi dell'Elba. Proseguendo pagaiamo sottocosta, osserviamo bunker e camminamenti militari risalenti alla seconda guerra mondiale scavati nella scogliera. Successivamente raggiungiamo il Porticciolo, (km 99.5), piccola insenatura ombreggiata, riparata da tutti i venti, e per questo sfruttata come porto già duemila anni fa dagli Etruschi. Il lato Nord dell'Isola ha una vegetazione fitta e lussureggiante anche in estate e questo tratto in particolare è caratterizzato dalle numerose piante di leccio che sfiorano l'acqua. Doppiata la Punta della Guardiola, arriviamo alla spiaggia di Procchio, famosa anche per i relitti di navi Etrusche e Romane che giacciono sotto la sabbia a pochi metri dalla riva. Superata anche la bella baia di Spartaia, raggiungiamo lo scoglio della Paolina, (km 103.5), che deve il nome alla sorella di Napoleone. L'intensa vegetazione dominata dal leccio, ci accompagna specchiandosi nel mare ricco di Poseidonia. Superata la punta della Crocetta, (km 107), passiamo davanti al paese di Marciana Marina e ai nostri occhi si apre un superbo panorama che abbraccia tutto il versante Nord del massiccio del Monte Capanne, caratterizzato dal verde dei castagneti, con i borghi di Poggio (m 339 s.l.m.) e Marciana (m 350 s.l.m.). Doppiata anche la torre di avvistamento del XVII, costruita sulla scogliera per avvertire le popolazioni in caso di attacco dal mare, la costa diventa più impervia e altre rocce granitiche ci accompagnano fino all'imponente Punta del Nasuto, (km 109,25). La Capraia a Nord e la parte settentrionale della Corsica a Ovest riempiono l'orizzonte, mentre le trasparenze sotto la Ripa Barata invogliano a farsi una nuotata. Ripartiamo e, dopo pochi minuti, il mare sotto i nostri kayak viene ravvivato da un grosso branco di sardine che, con i loro corpi allungati, riflettono ad intermittenza la luce del sole. Doppiata la Punta della Gioma, (km 112), e stiamo pagaiando nella zona dove è più facile avvistare le balene: spesso accostano ed è veramente emozionante ammirare questi meravigliosi cetacei che navigano silenziosi ed eleganti a poche centinaia di metri dalla costa, segnalando la loro presenza con spettacolari sbruffi. Dopo alcuni passaggi impegnativi fra graniti dalle forme spettacolari, raggiungiamo il Cotoncello, i cui fondali spettacolarmente trasparenti esaltano le forme sferiche dei grossi ciottoli sul fondo del mare, poi, sotto lo sguardo apparentemente distratto del raro Gabbiano Corso, circumnavighiamo una piccola penisola di granito bianco ed entriamo nella baia di S. Andrea, (km 116), dove la sabbia si alterna a spettacolari rocce granitiche erose e levigate dal mare. Tutto questo, insieme alla trasparenza delle acque, fa di questa località uno dei luoghi più famosi dell'Isola. E noi sosteremo qui per la notte.
 
 Giro isola d'Elba in kayak Venerdì - S. Andrea. Il silenzio addormentato e immobile di S. Andrea è interrotto dai ragazzi che puliscono le scogliere e la spiaggetta, dopo poco arrivano anche i gestori dei bar sulla spiaggia, attendiamo l'arrivo delle paste fresche, dopo una classica colazione (abbondante) all'italiana, iniziamo la nostra penultima tappa tra la partecipata curiosità dei bagnanti più mattutini. Doppiata la punta di S.Andrea, dopo aver pagaiato intorno alla "balena di granito", abbagliati dalle cangianti pareti granitiche, dalle forme indefinibili che ci sovrastano, raggiungiamo la "Grotta del Papa". L'ingresso di questa grotta è molto stretto e difficilmente intuibile ma, superato lo stretto canalino d'ingresso - largo poco più del kayak - lo spazio è inaspettatamente vasto. All'interno trovano posto comodamente tutti i kayak, la penombra e le incrostazioni multicolore delle rocce, unite alle infiltrazioni d'acqua rendono particolarmente suggestiva questa grotta. Ruggero ci propone un'escursione di snorkeling con le torce subacquee partendo dalla camera principale della grotta. "Parcheggiamo" i kayak e, in quattro alla volta, ci immergiamo,incuneandoci in un labirinto di canali più o meno bui dove la luce filtrando dagli angoli più disparati, disegna nell'acqua e sulle pareti di granito, lamine e figure di luce a volte accecanti. Dopo questo fuori programma psichedelico, possibile solo con il mare calmo, riprendiamo la nostra pagaiata errante raggiungendo la Cala della Cotaccia, (km 119), una delle baie più belle dell'Isola, unica per le trasparenze dei suoi fondali illuminati dagli imponenti graniti bianchi che abbracciano la cala sopra e sotto la superficie del mare. Le maestose scogliere granitiche adornate da cristalli di ortoclasio e intarsiate dalla salsedine ci accompagnano fino alla spiaggia di Punta Polveraia, (km 120,5), dove vengono bruscamente interrotte dalle scure rocce dell'anello termometamorfico che ci raccontano un importante capitolo della complessa genesi geologica elbana. Mentre doppiamo la scura Punta Polveraia, sopra di noi ammiriamo il bianco faro, elegante edificio sormontato dalla lanterna, che ogni notte rischiara a intermittenza le salsedinose tenebre marine, fungendo da prezioso riferimento per i naviganti del canale di Corsica. Passando davanti alla spiaggia di Patresi attiriamo l'attenzione dei bagnanti che da materassini e canotti ci abbordano tempestandoci di domande. Inorgogliti da tanto ammirato interesse, doppiamo soddisfatti anche la punta della Fornace, per pagaiare a pochi metri dalle lunghe spiagge scure di Campolofeno, alle cui spalle ammiriamo una piccola colonia di Gabbiano Corso. Siamo all'estremo ovest dell'Elba e questo è il punto più esposto dell'intero giro, impraticabile con il vento di ponente. Doppiata Punta Nera, (km 123,75), atterriamo sulla spiaggia delle Felci, dove ci concediamo una pausa, sfruttata da tutti per fare snorkeling. Dopo una breve siesta ripartiamo e, doppiata Punta Timonaia, (km 124,5), possiamo ammirare il paesino di Chiessi, con le sue piccole case bianche, disteso sulle lisce di granito che si tuffano nel mare come un disincantato turista d'altri tempi. Con le prue dei nostri kayak rivolte a Sud raggiungiamo Pomonte, piccolo paese costruito dove un tempo sorgeva un antico porto di epoca romana, alle spalle del paese possiamo ammirare la valle di Pomonte, la più grande dell'Elba, con i suoi verdi vigneti che contrastano con le rocce circostanti e il Monte Capanne, la vetta più alta dell'Isola (1019 m.t.). Sulla spiaggia di Pomonte (km 127,5) parcheggiamo nuovamente i kayak e andiamo a visitare questo caratteristico paesino, approfittandone anche per fare la spesa per la cena. Ritornati sulla spiaggia ci attrezziamo per l'immersione sul relitto vicino allo scoglio dell'Ogliera, lasciando alla nostra sinistra l'unico peschereccio di Pomonte adagiato sul margine orientale della spiaggia che tutte le notti lascia per qualche ora. Doppiamo la Punta dell'Argentera (dove un tempo si estraeva l'argento) e nella quiete che precede l'imbrunire ci avviciniamo alle spiagge nere delle Tombe. La calda luce del tramonto incendia le pareti di calcopirite che scendono sconnesse sulla linea scura della spiaggia e mentre il sole si appresta a tramontare dietro la sagoma della Corsica atterriamo nella ridossata Cala dell'Alga (km 130,3), per il nostro bivacco; siamo ritornati nel versante Sud, e sul nostro orizzonte si stagliano scure le sagome delle Isole di Pianosa e Montecristo e, mentre si accendono le prime stelle, ci prepariamo per dormire.
 
 Giro isola d'Elba in kayak Sabato. Il lento risveglio dopo una notte passata a raccontarsi intorno al fuoco è sferzato dall'ormai classico bagno che precede la partenza. Messi in mare i kayak partiamo accompagnati dal riflesso delle rocce scure che si miscela al blu cobalto del mare profondo. Doppiata la verde Punta di Fetovaia, (km 132,5), la risaliamo incuneandoci nei suoi anfratti fino a raggiungerne la bellissima spiaggia bianca, uno degli arenili più frequentati dai turisti dell'intera Isola. Evitiamo la sosta, ma ci concediamo un tuffo dal kayak nel mare smeraldo. Lasciata la baia di Fetovaia, avendo impressa nella mente l'immagine paradisiaca ma "virtuale" della spiaggia senza ombrelloni, proseguiamo verso Est, costeggiando le bianche lisce di granito e raggiungiamo le Piscine: letti di antiche cave di granito a pochi metri dalla linea di battigia riempite dall'acqua del mare. Superato anche il Ghiaieto arriviamo alla piccola spiaggia di Seccheto, (km 135,8), dove atterriamo per la sosta pranzo. A differenza di Fetovaia e Cavoli, dove le abitazioni sono nate recentemente e sono comunque solo strutture ricettive, Seccheto è un paese vero, le cui origini si perdono nella notte dei tempi, fino a 30 anni fa abitato da contadini e scalpellini, che con lo sviluppo turistico sono diventati oggi operatori turistici. Sovrastati dall'aridità del versante meridionale del monte Capanne, lasciamo la baia di Seccheto e, costeggiando fra sinuose rocce, entriamo nel golfo di Cavoli. Nonostante il grande affollamento la baia rimane incantevole, soprattutto per la trasparenza del mare che fa sembrare sospesi i nostri kayak. Pagaiamo con le sagome delle Isole di Montecristo e del Giglio alla nostra destra e raggiungiamo la Grotta Azzurra, (km 137,8). L'ingresso è ampio e beneficiando della temperatura piacevolmente fresca della grotta, osserviamo le basi di grandi stalattiti e stalagmiti, purtroppo distrutte dalla stupidità umana, circumnavighiamo il piccolo isolotto interno e uscendo, la nostra attenzione è attratta dalla luce che, filtrando all'interno, disegna sulle rocce bianche l'eterno movimento del mare. Giocando tra le rocce raggiungiamo anche la spiaggia di Colle Palombaia, l'unica spiaggia dell'isola in costante crescita. Proseguendo ne scopriamo ilperché : in questo tratto la costa è molto friabile e i detriti, una volta finiti in mare, vengono trasportati dalla corrente sulla spiaggia. Raggiunta Libreria ci fermiamo nella spiaggia di Monte Turato, circondata da rocce da cui si possono fare bellissimi tuffi. Il caldo, i bei fondali e la poca voglia di rientrare nella "civiltà" fanno dilatare molto i tempi e quando pigramente riammariamo il sole sta già scomparendo da questa baia. La roccia è nuovamente granitica quando doppiamo Capo Poro (km 142,4) sopra di noi in alto a dominare i gialli costoni c'è il faro che ci preannuncia l'imminente ingresso nel golfo di Marina di Campo. Fra i graniti, resi ancora più suggestivi dalle ombre lunghe, Ruggero ci fa scoprire la Grotta del Vescovo, resa ancora più affascinante da un doppio ingresso, che invoglia ad una ronda supplementare. L'ultima grotta che vediamo è quella Bue Marino, nome dato dagli Isolani alla ormai scomparsa foca monaca. Doppiamo Punta Bardella, (km 143,4) ed entriamo nel Golfo di Galenzana - baia naturale esposta ad Est all'interno del golfo di Marina di Campo, esposto a Sud Est - e quindi riparata da tutte le condizioni del vento. Galenzana, con le sue acque calme, poco profonde e quindi molto calde, è un ambiente molto importante per la riproduzione delle creature marine, inoltre il "bagnolo", una secca molto estesa che diviene affiorante con la bassa marea, la rende particolarmente suggestiva. Pagaiando sui bassi fondali di Galenzana raggiungiamo anche le due spiagge dei Salandri, per poi navigare sotto le affascinanti mura della torre di avvistamento di Marina di Campo. E' ormai sera quando riatterriamo sulla spiaggia campese, (km 146,2). Dopo sette intense giornate di kayak, nella grande soddisfazione di aver portato a compimento la nostra "impresa", affiora già un po' d'invidia peri partecipanti del prossimo giro.
 
kayak_elba_portoferraio.JPG Domenica è il giorno della partenza, verso le 11 il minibus ci viene a prendere al campeggio e ci accompagna al porto di Portoferraio: ci imbarchiamo per Piombino e anche questa vacanza è finita...

Come organizzarsi:
Cosa forniamo: il kayak da mare e la relativa attrezzatura (paraspruzzi, salvagente, pagaia), 2 sacche stagne, la tenda (1 tenda igloo 2 posti trekking ogni 2 partecipanti), il kit di pronto soccorso.
Cosa portare: il minimo indispensabile; ad ogni partecipante verranno fornite 2 sacche stagne da 18 litri nelle quali andrà alloggiato il bagaglio. Una torcia (va benissimo una frontale), un paio di sandali, creme solari ad alta protezione, cappello o bandana, occhiali da sole, costume e un paio magliette, una felpa per la sera, il minimo indispensabile per l'igiene personale, stoviglie personali (piatto, forchetta, coltello multiuso, cucchiaio e bicchiere) per evitare di generare un eccesso di rifiuti. Il sacco a pelo è importante che non sia voluminoso, un sacco estivo leggero è più che sufficiente.
Per evitare problemi di vesciche alle mani vanno benissimo i guanti da ciclista. La maschera subacquea e le pinne si alloggiano all'esterno delle sacche stagne, così come le bottiglie dell'acqua. Per motivi di praticità e conservazione il cibo verrà comperato di giorno in giorno durante le pause nei posti turistici.

Se non avete pratica di kayak da mare ma vi volete cimentare in una escursione con noi, non dovete assolutamente preoccuparvi perché è molto semplice e le nostre guide faranno a tutti un mini corso di kayak da mare che permetterà in pochi minuti di prendere padronanza del mezzo.

  per informazioni: +39 3297367100 - info@ilviottolo.com

 
Il Viottolo S.r.l. Escursioni Elba - P.Iva 01588800498 - Mob. +39.329.7367100
I pacchetti che comprendono servizi guide ambientali Elba, soggiorni alberghieri e trasferimenti secondo quanto previsto dalle normative vigenti,
sono curati da Welcom Elba e da S.T.E. Tour Operator (Elba Reservation)
Server Multimedia © 2008

Warning: fopen(/usr/home/ilviottolo/domains/ilviottolo.com/public_html/components/com_sef/cache/shCacheContent.php) [function.fopen]: failed to open stream: Permission denied in /usr/home/ilviottolo/domains/ilviottolo.com/public_html/components/com_sef/shCache.php on line 106